Le competenze digitali sono utili per trovare lavoro e insieme alla formazione e all’aggiornamento possono migliorare la posizione lavorativa. E’ quanto emerso dai risultati di una rilevazione condotta dall’Adnkronos sul sito e i canali social rispetto al tema 'Lavoro, competenze e formazione, quali sono le nuove priorità?’, che ha coinvolto circa duemila persone nel periodo compreso tra il 9 e il 24 maggio 2024.
Nello specifico, le competenze digitali sono utili per trovare lavoro per il 33% degli utenti coinvolti nella rilevazione; dato rafforzato dal 58% che si dice convinto che solo la formazione e l’aggiornamento migliorano la propria posizione lavorativa. A chiudere il cerchio ‘ideale’ di questo scenario futuro è la necessità, per il 60%, di investire sulle persone per affrontare al meglio la trasformazione digitale già in atto nel mondo del lavoro.
La rilevazione è stata presentata oggi in occasione dell’evento 'competenze, un punto fermo', a Palazzo dell'Informazione a Roma.
«Durante il percorso parlamentare abbiamo introdotto norme sulla sicurezza sul lavoro e nel decreto coesione appena approvato abbiamo messo in campo quasi 3 miliardi di interventi per il lavoro e per i giovani», ha detto in apertura dei lavori, Marina Calderone, ministro del Lavoro e delle politiche sociali, che sulle sfide future per il lavoro ha parlato anche di intelligenza artificiale. «Abbiamo previsto un osservatorio sull’impatto dell’IA sul mondo del lavoro per i prossimi anni perché il nostro obiettivo, a proposito di politiche attive è quello di intercettare il cambiamento in tempo utile per poter allineare i percorsi formativi e le nostre modalità di formare e riqualificare le persone – ha sottolineato il ministro -. L’obiettivo del piano di azione sull’IA è quello di dare una visione umano-centrica dello strumento, deve essere preservato il diritto costituzionale delle persone a lavorare. L’IA deve servire a lavorare meglio e in modo più sicuro, si pensi alle applicazioni su sicurezza e salute nei luoghi del lavoro o alle attività di supporto alla popolazione anziana», ha concluso.
«In un’era in cui la trasformazione digitale sta ridisegnando i confini di ogni settore è fondamentale che le nostre aziende, sia pubbliche che private, sappiano attrarre e investire nei giovani talenti», ha osservato Davide Desario, direttore Adnkronos. «L’investimento nel capitale umano e nella formazione è un pilastro che sostiene non solo la crescita individuale dei lavoratori, ma anche quella collettiva delle organizzazioni. È attraverso la formazione continua che possiamo assicurare che la domanda e l’offerta di lavoro non solo si incontrino, ma si integrino in modo costruttivo, generando valore aggiunto», ha concluso.
Entro la cornice istituzionale e normativa che regola il mondo del lavoro «messo alla prova ormai da anni dall’impellente necessità di formazione specifica e di costruzione di nuove competenze e abilità professionali – come evidenziato dal contributo di Rossella Cappetta, della SDA Bocconi Business School – si inseriscono altri temi altrettanto importanti che avranno il compito, in un futuro già prossimo, di disegnare gli scenari innovativi del mondo del lavoro: le strategie delle aziende nella scoperta e valorizzazione dei talenti, le nuove modalità di incrocio tra domanda e offerta, la centralità delle policy aziendali a supporto della parità di genere e della riduzione del gender gap, la sostenibilità sociale». (riproduzione riservata)
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